Conservatori senza conservatorismo


By David B. Kopel & Carlo Stagnaro

I sondaggi sono concordi nel prevedere una vittoria della destra alle prossime elezioni. Dopo sei anni con l’Ulivo al potere, questa sembrerebbe una buona notizia. Mentre l’attuale maggioranza ha accresciuto la pressione fiscale e i vincoli legislativi, si presume che l’opposizione si batterà per ridurre il peso del governo, per la decentralizzazione e per la libertà individuale. Sfortunatamente, questo non pare essere vero: almeno per quanto riguarda la politica sanitaria.

Il professor Umberto Veronesi è Ministro della sanità nell’attuale governo di sinistra. Recentemente, egli ha preso posizione contro il proibizionismo, sottolineando che esso non può funzionare. In America, i critici della guerra alla droga provengono generalmente da due ambienti diversi: le persone che apprezzano il libero mercato (come il governatore del New Mexico, Gary Johnson) e quelli che invece lo avversano (come Ralph Nader). Veronesi appartiene alla seconda categoria.

Tale gruppo è composto da statalisti che, incidentalmente, ammettono che un particolare esercizio del potere statale (il proibizionismo) non fornisce i risultati sperati. Come sostituto dell’uso inefficace del potere statale, essi propongono semplicemente di farne un utilizzo diverso. Così, affermano che un drogato è un “problema sociale”; le droghe sono in qualche modo un “male sociale”, e la “società” nel suo complesso deve quindi occuparsi di curarle. In altre parole, essi chiedono che il governo elabori una strategia nazionale per garantire a un drogato la quantità di droga a lui necessaria per abbandonare gradualmente il proprio vizio.

Ne segue che il drogato ha le mani nelle tasche dei contribuenti. Invece di pagare un mucchio di soldi per mantenerlo in prigione, essi devono versare una quantità minore dei propri quattrini per comprargli la droga per un certo periodo di tempo. Si chiama progresso. Ma che ne è stato dell’idea che le persone che si concedono dei vizi devono poi subire le conseguenze delle proprie azioni, e che i contribuenti che non si abbandonano a vizi non dovrebbero poi essere costretti a spendere una lira per quelli altrui?

In ogni caso, qualunque sia la vostra opinione, non è questo l’argomento del presente articolo.

Potreste supporre che il Ministro della sanità Veronesi sia persona di grande intelligenza (o almeno disposto a riconoscere l’ovvio) per il fatto di aver ammesso che il proibizionismo è un fallimento. Ciò nondimeno, il Signor Veronesi è anche l’autore della prima proposta di legge contro il fumo autenticamente estremista in Italia.

Prima che egli ottenesse il suo dicastero, il fumo era proibito in alcuni “luoghi pubblici”, come scuole e ospedali. Dopo le sue azioni, il fumo sarebbe completamente vietato quasi ovunque, tranne che a casa vostra, ma compresi bar, ristoranti e discoteche. Veronesi afferma che il fumo provoca il cancro e, ancora peggio, è pericoloso, forse mortale, anche per coloro che non fumano.

Umberto Veronesi è un oncologo di chiara fama, quindi sa sicuramente che non c’è alcuna evidenza scientifica sulle facoltà cancerogene del fumo passivo. Non dovrebbe quindi sponsorizzare una legge che afferma di difendere la salute della gente pur non avendo alcun solido fondamento scientifico.

Poiché i sondaggi mostrano la coalizione di destra largamente al di sopra dei propri avversari, si potrebbe sperare nell’inizio di una nuova era, più tollerante nei confronti dei diritti individuali e di proprietà, e quindi anche dei fumatori. Ma già circola la voce che Veronesi potrebbe essere membro del prossimo governo, in caso di vittoria elettorale della Casa delle Libertà. Poiché non c’è stata tra i conservatori alcuna smentita, probabilmente ci troveremo ad avere la stessa persona nello stesso posto, sebbene la sinistra l’abbia coccolato fino a oggi.

Così, a meno che gli ex (così dicono) comunisti vincano le elezioni, i fumatori non devono aspettarsi nulla di buono dal prossimo governo.

Il fumo non è così tossico come sostiene la scienza rottame, né per i fumatori, né per i non fumatori. Ma la vera questione è: ha ogni individuo il diritto di perseguire la propria felicità? Se è così, dobbiamo ammettere che molte persone stanno bene quando fumano una sigaretta. Se crediamo nei principi che diedero linfa alla Dichiarazione di Indipendenza Americana, non possiamo sostenere alcuna politica proibizionista.

Il problema, allora, è che la destra italiana è una massa di conservatori senza conservatorismo. Sebbene abbiano rifiutato il fascismo, non c’è in loro alcuna solida tradizione conservatrice, non hanno alcun anticorpo contro il fascismo della salute.

Se davvero vogliono ergersi a difensori dei diritti individuali alla vita, alla libertà e alla proprietà, i conservatori (in Italia e in qualunque altro luogo) dovrebbero impegnarsi a garantire a ogni individuo il diritto di fare ciò che crede del proprio corpo e dei propri beni. Questo implica anche il diritto del proprietario di un “luogo pubblico” di decidere se i fumatori sono o meno i benvenuti. Questo, inoltre, dovrebbe spingere i conservatori a non dare a Umberto Veronesi alcun incarico nel prossimo governo.

(Articolo pubblicato per la prima volta su National Review Online l’8 febbraio 2001 e disponibile, in lingua inglese)

David B. Kopel & Carlo Stagnaro

 

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